BREVE STORIA DELLA BASILICA CATTEDRALE

DI S. GIOVANNI APOSTOLO ED EVANGELISTA

La riapertura della Basilica Cattedrale di San Giovanni di Smirne

 

Il 29 settembre 2013 è stata riaperta al culto e alla comunità locale la Cattedrale Metropolitana di Izmir. La Basilica Cattedrale di San Giovanni di Smirne è la più imponente chiesa ancora officiata della Turchia asiatica ed è altresì il luogo di culto cattolico più importante, in quanto sede del Metropolita. Purtroppo, per complesse ragioni, questa chiesa è stata militarizzata per quasi 50 anni. Ora finalmente ritorna ad essere patrimonio della comunità cristiana, della città di Smirne e dei pellegrini che si recano sulle orme di Giovanni.

La Comunità cristiana di Smirne è una delle più antiche del mondo. Essa vide ai suoi inizi la presenza degli Apostoli Giovanni e Paolo. Giovanni, che nell’ultima parte della sua vita dimorò in Efeso, a 60 Km da Smirne, è considerato il fondatore di questa Chiesa locale e sicuramente la prima comunità cristiana lo ebbe come punto di riferimento. Nel libro dell’Apocalisse il Signore Gesù Risorto, attraverso Giovanni, indirizza sette lettere alle sette Chiese dell’antica provincia romana di Asia, comunità cristiane che avevano ricevuto il Vangelo da Giovanni ed erano spiritualmente legate a lui. Nel secondo di questi sette messaggi Gesù si rivolge al vescovo della Chiesa di Smirne, ordinando a Giovanni: “All’angelo (vescovo) della Chiesa di Smirne scrivi: Così parla il Primo e l’Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita: Conosco la tua tribolazione, la tua povertà - tuttavia sei ricco - e la calunnia da parte di quelli che si proclamano Giudei e non lo sono, ma appartengono alla sinagoga di satana. Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte” (Ap 2,8-11).

            Intorno al 107 la Chiesa di Smirne, con il suo giovane vescovo Policarpo, discepolo di Giovanni, accolse il grande vescovo Ignazio di Antiochia mentre veniva condotto in catene a Roma, dove avrebbe subito il martirio. Nel 156 lo stesso Policarpo, dopo un lungo episcopato e una vita santa, rese la suprema testimonianza del martirio. A motivo della conquista islamica, per un lungo periodo (sec. XIV-XVII) la successione dei vescovi di Smirne era stata solo titolare e nei secoli secc. XVII-XIX vi fu la presenza di un Vicariato Apostolico. Finalmente nel 1818 papa Pio VII ripristinò l’antica Arcidiocesi di Smirne con la bolla Apostolatus officium.

            Nacque così l’esigenza della comunità cattolica di avere una chiesa che fosse sede della “cattedra del vescovo”, segno del suo ufficio di pastore e maestro. La chiesa che custodisce la cattedra del vescovo è appunto detta Cattedrale ed è la più importante delle chiese di una diocesi. Dopo la rifondazione dell’arcidiocesi fu scelta come sede provvisoria dell’arcivescovo la chiesa di Santa Maria, edificata nel sec. XVIII ed officiata dai frati minori. Nel 1857 l’arcivescovo Antonio Mussabini, nativo di Smirne, acquistò un terreno con lo scopo di iniziare la costruzione della tanto desiderata Cattedrale. Mons. Mussabini era stato delegato apostolico a Costantinopoli e qui aveva stretto amicizia con il Sultano Abdul Aziz Kahn. Grazie a questo legame di amicizia, il Sultano non solo diede il permesso di costruire la Cattedrale ma volle donare a tal fine 11.000 lire d’oro. Mentre tutto era pronto per la costruzione, sopravvenne la morte di Mons. Mussabini, che fu sepolto provvisoriamente nella chiesa di Santa Maria. Il nuovo arcivescovo Vincenzo Spaccapietra, poté finalmente benedire la prima pietra nel 1862.

I lavori di costruzione durarono 12 anni e videro il coinvolgimento diretto e generoso dell’intera comunità cattolica di Smirne, come attestano le numerose lapidi dei benefattori. Il 25 maggio 1874 Mons. Spaccapietra consacrò la Cattedrale, intitolata a San Giovanni, Apostolo e fondatore della Chiesa di Smirne.

L’edificio, insieme austero e imponente, è in stile neoclassico. Il Beato papa Pio IX volle donare il pregevole altare maggiore e la diocesi di Lione (Francia) – che ricevette il Vangelo nel II secolo da Sant’Ireneo, figlio della Chiesa di Smirne – in segno di gratitudine volle contribuire ai lavori e donò pure le 14 stazioni della Via Crucis, pregevoli dipinti di scuola francese del sec. XIX. Per consolidare il legame spirituale con la sede di Pietro, nello stesso anno 1874 il Beato Pio IX volle onorare la Cattedrale di San Giovanni col titolo di Basilica Pontificia e le furono concessi gli stessi privilegi della Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale del papa. Nei decenni successivi, la chiesa venne adornata di splendidi dipinti, di altari marmorei e interessanti statue. Presso la cattedrale sorsero il palazzo vescovile e la curia diocesana.

Tutto questo complesso subì gravi danni durante la Guerra di Indipendenza turca. Nel grande incendio del 1922 la chiesa fu molto danneggiata e andarono perdute per sempre la casa arcivescovile, i locali della curia, le sale per la catechesi e per i vari servizi della diocesi. Prima di quei drammatici eventi i cattolici a Smirne erano circa 15.000: numerosi i collegi tenuti da varie congregazioni (Lasalliani, Lazzaristi, Gesuiti, Salesiani e Mechitaristi) e scuole femminili tenute dalle Suore della Carità e dalle Suore di N.D. de Sion, numerosi gli ospedali cattolici, tra cui ricordiamo l’ospedale francese e l’ospedale di S. Rocco, legato ai frati francescani e diretto da personale laico. Il vescovo era assistito da numeroso clero diocesano e coadiuvato da numerosi religiosi francescani, cappuccini, domenicani, salesiani, lazzaristi, gesuiti e mechitaristi.

Con i fatti del 1922 questa presenza così vivace cominciò un inesorabile declino. Secondo le fonti turche, i greci, che erano ormai sul punto di perdere Smirne, decisero di distruggere la città piuttosto che consegnarla all’esercito guidato da Mustafa Kemal Atatürk. Secondo più verosimili fonti, l’incendio fu appiccato dai conquistatori turchi al fine di cancellare ogni traccia superstite di presenza cristiana. La città fu incendiata e devastata e anche tutte le chiese cattoliche furono danneggiate e vandalizzate. In quell’occasione le pregevoli vetrate istoriate della Cattedrale furono distrutte: soltanto una è giunta fino a noi, pur recando i segni di quella devastazione. Uscita sostanzialmente indenne dalle distruzioni e dagli incendi, questa chiesa è oggi testimone delle tante sofferenze vissute da questa città nel corso dell’ultimo secolo e mezzo.

Per garantire la preservazione della Cattedrale, nel 1965 l’arcivescovo pro-tempore S.E. Mons. Joseph Descuffi concesse questa in affitto agli Stati Uniti d’America perché fosse utilizzata come cappella militare. Pertanto nel corso degli ultimi cinquanta anni la Cattedrale è stata usata quasi esclusivamente dai militari che hanno provveduto a custodirla decorosamente. Col passare del tempo, però, le misure di sicurezza dei militari erano diventate talmente strette che né la popolazione locale né i pellegrini potevano avere accesso a questo sacro luogo. Per volontà dell’attuale arcivescovo Mons. Ruggero Franceschini, il contratto di fitto è stato revocato in modo da rendere accessibile a tutti il sacro edificio, capolavoro di fede e di arte, posto nel cuore della città di Smirne per essere faro della fede cristiana in un contesto quasi totalmente islamico.

Dopo un delicato intervento di consolidamento e restauro della struttura, la Basilica Cattedrale di san Giovanni viene restituita al culto e diventa patrimonio comune di tutti coloro che hanno a cuore la spiritualità, la cultura e l’arte.

Alla solenne celebrazione di riapertura della Cattedrale hanno preso parte anche tre vescovi italiani, Mons. Mariano Crociata, segretario generale della CEI, Mons. Salvatore Visco, arcivescovo di Capua e Mons. Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli che testimoniano la solidarietà della Chiesa italiana alla piccola comunità cristiana, martire e in diaspora, che vive in Turchia. La missione della Cattedrale è stata affidata al sacerdote italiano padre Massimiliano Palinuro, fidei donum della diocesi di Ariano Irpino, che ne è il rettore.

Testimone viva dell’eredità dell’Apostolo Giovanni, la comunità cristiana di Smirne, pur esigua di numero, è chiamata a vivere e a testimoniare il Vangelo dell’amore tra i fratelli musulmani. Nella grande cornice della navata centrale campeggia in lingua turca il messaggio della prima lettera di san Giovanni, che è anche il cuore della fede cristiana: “Amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore”(1Gv 4,7-8). Questa Cattedrale è chiamata a fare risuonare il Vangelo dell’Amore nei luoghi in cui Giovanni ha vissuto e predicato.