Omelia 

28 giugno 2020

XIII dom. T.O. (A)

Solennità dei SS. Pietro e Paolo

Carissimi,

Celebriamo in una unica festa i Santi Pietro e Paolo. Questo è un miracolo della Grazia di Dio!

Forse al mondo non sono esistite persone tanto diverse per carattere, cultura e estrazione sociale (per il traduttore: ambiente sociale da cui provenivano).

Pietro era un pescatore, un uomo a pratico con poca cultura. Aveva un carattere impulsivo, ma al momento della prova mancò di coraggio e rinnegò il Signore. Paolo invece era nato in una famiglia benestante, aveva studiato nella migliore delle scuole ebraiche di Gerusalemme. Oltre all’ebraico parlava il greco, che era la lingua più diffusa all’epoca, come oggi l’inglese. Aveva un carattere forte e deciso.

Proprio ad Antiochia i nostri Santi, davanti a tutta la comunità ebbero uno forte scontro. Paolo arrivò ad accusare Pietro di essere un ipocrita

Qual’è il fondamento della loro unità?

Entrambi avevano un amore grande per il Signore!

Nel Vangelo riguardo a Pietro e nella seconda lettura riguardo a Paolo troviamo la ragione della loro unità.

Il brano del Vangelo narra dell’incontro tra Pietro e Gesù risorto lungo il lago di Galilea. Dopo la resurrezione di Gesù, Pietro e alcuni degli apostoli erano tornati in Galilea ed avevano ripreso la vita di prima. Pietro era tornato a pescare. Ma dopo aver conosciuto Gesù la loro vita non poteva essere più la stessa. Quella notte Pietro era uscito in barca con gli altri per la pesca, ma non aveva preso nulla, finchè all’alba Gesù si presenta sulla riva e chiede a Pietro di gettare di nuovo le reti dall’altra parte della barca. E presero una gran quantità di pesci, tanto che le barche quasi affondavano. Gesù fa rivivere a Pietro la scena del loro primo incontro per ravvivare in lui il ricordo dell’amore per Gesù, che si era acceso nel cuore di Pietro. Infatti come sente che quell’uomo sulla riva è il Signore si tuffa immediatamente in mare per raggiungerlo.

Nella seconda lettura Paolo ricorda la sua vita. Egli definisce l’incontro con Gesù una grazia, cioè un dono gratuito, che ha cambiato totalmente la sua esistenza. L’incontro con Gesù è avvenuto alle porte di Damasco e subito ha trasformato Paolo da persecutore in un fervente apostolo.

In quale modo Paolo e Pietro hanno sperimentato l’amore di Dio?

Entrambi hanno sperimentato il perdono di Gesù!

Alla terza volta in cui Gesù chiede a Pietro se lo ama, egli risponde: “Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene”. Con questa risposta Pietro riconosce che il suo amore è debole ed è stato capace di tradire Gesù. Ma Gesù accetta la sua debolezza e gli rinnova la sua fiducia, affidandogli la guida della Chiesa. Pietro si sente amato nonostante la sua miseria. Questo diventerà la sua forza!

Paolo nella chiamata di Gesù fa esperienza di come non avesse capito niente della Parola di Dio, che aveva studiato sin da bambino. Paolo aveva scambiato la verità della Parola di Dio con le tradizioni della religione ebraica. Così egli rilegge la sua vita: “Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri”.

Ma Gesù lo sceglie lo stesso come suo apostolo!

 

Chiediamo per intercessione dei Santi Pietro e Paolo di sperimentare anche noi l’amore di Dio che ci perdona e ci dona una vita nuova. Amen.

 

p. Ugo