Omelia 

 

Battesimo del Signore

Carissimi,

con la celebrazione del Battesimo di Gesù si conclude il tempo di Natale. In questo tempo liturgico abbiamo contemplato nel Bambino Gesù la nascita umana del Figlio di Dio. La notte di Natale abbiamo celebrato la sua nascita nella stalla di Betlemme. La domenica successiva nella festa della Santa Famiglia abbiamo ricordato il fatto che il nostro Dio ha scelto di venire al mondo in maniera ordinata, cioè da  una mamma, con un papà , che gli assicurasse un nome. Il nuovo anno è iniziato sotto lo sguardo di Maria, che ha partorito Dio e per questo la invochiamo “Madre di Dio”. Domenica e lunedì ci siamo uniti ai Santi Magi nella solennità dell’Epifania per riconoscere ed adorare il divino Bambino.

 

La festa del Battesimo del Signore continua ad approfondire del mistero del Natale. I nostri fratelli ortodossi e delle chiese orientali celebrano insieme l’Epifania, il Battesimo al fiume Giordano ed il primo miracolo alle nozze di Cana. In tutti e tre gli episodi, infatti, Gesù rivela la sua divinità: nell’Epifania egli è il Dio adorato da tutti i popoli, nel Battesimo è il Messia venuto a salvare ogni uomo, nel miracolo di Cana Il Signore Gesù annuncia la Nuova Alleanza tra Dio ed il suo popolo nel suo sangue, che sarà sparso sulla croce.

 

Questi tre episodi insieme rivelano il piano di Dio: salvare l’uomo e donargli la gloria eterna. Il Vangelo di oggi sintetizza questa volontà di Dio in una espressione un po' misteriosa: “Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare”. La parola “giustizia” esprime l’ obbedienza alla volontà di Dio. Nell’Antico Testamento si pensava di essere giustificati, cioè resi giusti, dall’osservanza ai comandamenti di Dio. Così ne parla Mosè: “La giustizia consisterà per noi nel mettere in pratica tutti questi comandi, davanti al Signore Dio nostro, come ci ha ordinato” (Dt. 6,25). La giustizia era il risultato della fedeltà dell’uomo al patto di alleanza con Dio.

 

Ma Dio ha una idea diversa di giustizia! Nel fare i conti con l’uomo, Dio è quello che paga!

 

Ora possiamo comprendere lo stupore di San Giovanni: “Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?»”. Perché il Messia si messo in fila con i peccatori? Perché chiede un battesimo di penitenza, Lui che è senza peccato? Lui, che è venuto ad inaugurare un battesimo nuovo nello Spirito Santo, si inginocchia davanti a me? Questi erano i dubbi di Giovanni il Battista!

 

Essi (i dubbi), però, sono smentiti dall’intervento della Santissima Trinità, in persona: “Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento»”.

Il Padre e lo Spirito Santo rivelano che Gesù è il Figlio di Dio e che la sua missione si svolge nel “compiacimento” del Padre. Giovanni è chiamato ad aprirsi alle novità di Dio. Dice S. Agostino in un suo discorso: “perché ti meravigli di non capire? Se tu comprendessi, non sarebbe più Dio....Raggiungere per un istante Dio mediante lo Spirito è somma beatitudine; ma comprenderlo non è possibile”.  Il Messia Salvatore si confonde con i peccatori, per caricarsi del loro peccato, e così distruggerlo attraverso una morte infame.

 

Cosa dice a noi oggi questa Parola di Dio?

 

Nella preghiera di colletta, a nome di voi tutti, ho chiesto: “Padre d'immensa gloria…..concedi a noi che oggi celebriamo il mistero del suo battesimo nel Giordano, di vivere come fedeli imitatori del tuo Figlio prediletto, in cui il tuo amore si compiace”.

 

Che il Signore possa dire sempre a ciascuno di noi: “Tu sei…il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Amen.

P. Ugo